Scantinati allagati, uffici semivuoti e palazzi fatiscenti. L’architettura d’Oltre Oceano a Pirri non funziona.

di Marco Valerio Loi | loimarcovalerio@gmail.com 

Le Torri di Monreale, realizzate tra il 1981 e il 1983 dal costruttore Piergiorgio Fanni, fanno parte di un piano urbanistico che avrebbe dovuto ospitare la sede del Consiglio regionale, vari uffici pubblici e un quartiere residenziale all’ingresso di Pirri, ricco di servizi e attività connesse.
L’idea iniziale dell’imprenditore sardo era di dar vita ad un quartiere modello, realizzato con innovative tipologie costruttive uniche nell’ isola. Una sfida finita nei tribunali fallimentari. Una sfida lasciata a metà, come a metà sono stati lasciati tre dei dieci palazzi del progetto, ecomostri che danno il benvenuto a chi arriva a Cagliari passando dalla strada statale 131.

Nel 2008 avvenne il così detto “scandalo del carciofo”: quattro milioni di fondi regionali, destinati al risarcimento dei coltivatori del Medio Campidano, vengono utilizzati per l’acquisto di ottantasette appartamenti negli scheletri che si affacciano su via Platone e via Socrate, ma il tutto finisce sotto sequestro.

A suo tempo l’amministrazione comunale avrebbe potuto usufruire di una fase della procedura fallimentare per entrare in possesso del grande impianto di Monreale, ma rinunciò, lasciando campo libero all’acquisto di privati.

  • Torri Monreale - foto Marco Valerio Loi

A tutt’oggi l’area abbandonata di Monreale è privata. Nel 1996 la Symposium Handelsges si aggiudicò, dal Tribunale fallimentare di Monza, una parte degli immobili compresi nel piano, con l’obbligo di realizzare le opere di urbanizzazione primaria e secondaria, tra le quali si ricordano anche la realizzazione di alcuni edifici, scuola materna, asilo nido e un centro civico, istituendo apposita fideiussione. Attraverso una serie di fallimenti e cessioni di rami di azienda le obbligazioni in capo all’originaria Symposium furono trasferite ad altre società e, nonostante i ripetuti solleciti per il completamento delle opere non ancora ultimate da parte del servizio pianificazione territoriale, ex divisione urbanistica, si arriva ad oggi con una situazione in cui le opere non sono ancora completate. L’idea iniziale del parco, che sarebbe dovuto sorgere dove oggi crescono sterpaglie e si accumulano rifiuti, non è mai decollata. Le cessioni, previste a favore dell’Amministrazione, da un atto del 2004 del Tribunale di Monza, non sono ancora state effettuate dall’attuale società obbligata Symposium. Nel 2011 e del 2012 sono stati predisposti una serie di atti, volti alla definizione delle pendenze che consistono nel far sì che il Tribunale fallimentare accerti la non ottemperanza al proprio decreto e trasferisca al Comune di Cagliari direttamente le aree e la verifica dello stato di consistenza delle opere, per poter, poi, incamerare la polizza fideiussoria. Su questo è in atto un’attività dell’Avvocatura. 

In tutto ciò, alcuni cittadini del quartiere, sfiniti da tante promesse che non hanno mai portato a qualcosa di concreto, si sono uniti nel gruppo “Pro Monreale”. La loro richiesta è quella di non lasciare spazio ad altre iniziative private, proponendo al comune di Cagliari di intervenire direttamente per il completamento delle opere, del parco e dei parcheggi.

Le ultime considerazioni sulla grande incompiuta sono state espresse dall’attuale assessore all’Urbanistica di Cagliari, Paolo Frau in Consiglio comunale in data 20 marzo 2013. Queste le parole dell’assessore: “È stata avviata un’attività di sorveglianza edilizia volta ad accertare la presenza di illeciti sia nelle aree oggetto di cessione, sia nelle aree oggetto di esposto, in quanto si è provveduto ad effettuare i sopralluoghi necessari al rilevamento di tutte le aree e i fabbricati dell’area commerciale. Il completamento dei rilievi si è reso particolarmente problematico a causa delle difficoltà opposte dal responsabile della Symposium. Si è provveduto ad effettuare tutti gli accertamenti sulle reali proprietà delle aree e dei fabbricati tramite verifiche incrociate con il catasto, al fine di individuare i soggetti eventualmente responsabili di reati edilizi. Una volta accertati eventuali illeciti, sia nell’utilizzo in proprio delle aree, sia nei fabbricati oggetto di titoli concessori, e una volta definito il passaggio delle aree nella piena disponibilità comunale, si darà impulso alla realizzazione di interventi riqualificanti per un’area della città alla quale teniamo molto”. 

Il Comune aspetta l’atto del giudice fallimentare che permetterebbe di entrare in possesso di tutta l’area, dopodiché si potrebbe intervenire per contrastare il degrado. L’idea dell’amministrazione sarebbe quella di realizzare un grande parco dotato di attrezzature sportive, un polmone verde mancante in questa parte della città.


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Marco Valerio Loi

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2 thoughts on “Le torri fantasma di Monreale, architettura d’oltreoceano in periferia

  1. Sono cresciuto davanti a queste “cattedrali del deserto” e sembra assurdo pensare che dopo più di vent’anni la situazione sia sempre la stessa. Vergognoso…

  2. Ma nessuno parla di ciò che una piccola associazione sportiva ha fatto per ripulire la zona adibita ad uso sportivo, con lavoro fisico, impegno economico, mosso dalla sola passione per lo sport? Molti frequentatori ringraziano ma non di certo i pochi residenti oppositori che per motivi ancora sconosciuti cercano di ostacolare la riqualificazione del parco molto evidente! Perchè i residenti non hanno preso in mano la situazione ripulendo con grande fatica e tanto denaro? Forse faceva comodo portare i cani a fare i bisogni senza dover ripulire?
    Per ora basterebbe anche un “grazie”

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