Nel 2004 in via Pessagno la realizzazione dello skate park: piste pericolose e degrado ma bambini e skater lo affollano contro i divieti. Due anni fa sì al nuovo impianto. Appalto concluso, i lavori non partono. Il Comune: “Attendiamo un via libera”.

di Andrea Deidda | andrea.deidda87@tiscali.it

►  Su questo argomento ci sono aggiornamenti più recenti. 

I problemi iniziano subito. Tre mesi dopo il taglio del nastro basta un esposto per sbarrarne i cancelli. Poi un susseguirsi di aperture, chiusure e polemiche. Dalla fine del 2004, quando viene costruito, passano dodici anni ma la situazione allo skate park comunale tra via Pessagno e via Rockefeller peggiora. Perfino il via libera a un nuovo progetto e una gara d’appalto aggiudicata non portano alla riqualificazione.

Oggi il cancello d’ingresso è chiuso ma la sera, soprattutto il sabato e la domenica, l’impianto è frequentato da genitori con bambini al seguito, ragazzini in bmx, amanti dello skateboard e del parkour. A loro rischio si allenano in salti acrobatici tra mattoni rotti, piste pericolose, buche tra le mattonelle, spazzatura e vetro in frantumi. Entrare è facile: lo permette un varco nella recinzione, più volte chiuso dal Comune ma puntualmente riaperto.

  • Skate Park Cagliari
    Skate Park Cagliari

Così ogni fine settimana la città si riprende un luogo che il Comune prima le ha dato e poi le ha tolto. “È un impianto dimensionalmente fuori norma ed edificato con materiali non consoni sia alla resistenza nel tempo e alle intemperie sia alle esigenze degli skater e dei pattinatori”. A parlare è Sara Venerdiano del gruppo Broken Bones Skate Park Project che altro non chiede se non un nuovo spazio: “Alcune ricerche  – spiega – ci hanno portato a scoprire che il park fu a suo tempo totalmente improvvisato e col tempo ciò è stato appurato da innumerevoli problematiche: le dimensioni e le distanze tra gli elementi come i quarter e il funbox, un pipe improponibile, la poca capienza del park stesso per le esigenze dell’infinito numero di praticanti nella città di Cagliari”.

Un passo indietro. Lo skate park, uno spazio di circa 600 metri quadrati a ridosso del Palazzetto dello Sport e del pattinodromo, viene realizzato a fine 2004 sotto la giunta Floris.  A distanza di tre mesi Legambiente denuncia la pericolosità dell’impianto: l’impresa che si è occupata dei lavori non li ha conclusi ma il “pistino”, come lo chiamano i cagliaritani, è aperto. In barba alle norme di sicurezza:

“Parapetti metallici fissati male, utilizzando chiodi inadeguati, con il risultato che in larga parte sono divelti e poggiati a terra. Le superfici delle rampe sono del tutto screpolate e in parte scrostate, non consentono lo scivolamento. Limpianto sarebbe da demolire e ricostruire, qui è stato sbagliato tutto”.

Questo il parere dell’allora responsabile di Legambiente. L’assessorato  ai Lavori Pubblici nell’occasione incassa e ammette di non aver ancora eseguito alcun collaudo. Risultato? Impianto chiuso. Difficile scoprire se un controllo sia stato mai eseguito. Nel 2011 non lo sanno neanche in Comune visto che il dirigente dell’assessorato allo Sport afferma: “La pista di via Rockefeller non è stata mai data in gestione a nessuno, con il risultato che al suo interno non c’è alcun controllo. Bisognerà innanzitutto valutare se l’attuale impianto è a norma”. Nel 2012, alla guida della città c’è Massimo Zedda, arriva la certezza: “Mai stato autorizzato”. E viene chiuso.

Nel 2013 la Giunta comunale decide di affrontare il problema e fa rientrare lo skate park in un elenco di quindici impianti da riqualificare grazie a sei milioni di euro regionali, dapprima destinati alla realizzazione di un nuovo palazzetto dello sport in via San Paolo. Per il “pistino” ci sono 150mila euro. Il progetto approvato in tutta fretta a fine dicembre 2013, per sventare il rischio di perdere i finanziamenti, prevede una struttura molto diversa da quella attuale e lo spostamento a ridosso del campo Santoru.

  • Render progetto skate park Cagliari 2014
    Render progetto skate park Cagliari 2014

Ma solo sulla carta. Una volta pubblicato, il bando di gara viene aggiudicato il 21 febbraio 2014. Da un verbale delle commissioni ai Lavori Pubblici e Sport si scopre che i lavori sarebbero dovuti partire il 15 maggio 2014 e finire il 19 settembre dello stesso anno. Ma della riqualificazione e tanto meno di operai in giro due anni dopo neanche l’ombra.

“Il progetto che ci è stato presentato – continua Venerdiano –  è troppo scarno in relazione alla cifra disposta quindi al momento stiamo attendendo aggiornamenti a riguardo. Abbiamo messo in contatto gli assessori e gli ingegneri con esperti costruttori di skate park ed impianti sportivi. L’opinione diffusa – conclude – è che  Cagliari è ricca di scorci vuoti e abbandonati che potrebbero essere rivalorizzati per la vita di queste attività. L’esigenza primaria è quella di avere una Plaza ricca di elementi, con sezioni all’aperto e semicoperte con pensiline, zone ricreative, scalini e rampe. Insomma un luogo più ricco, capiente e alla portata di tutte le discipline collegate agli sport estremi”.

“Alcune associazioni ci avevano chiesto delle modifiche – fa sapere l’attuale assessore allo Sport, Yuri Marcialis – dopo di che noi abbiamo avviato un’interlocuzione con il Coni che ci ha messo in contatto con la federazione di pattinaggio per avere delucidazioni. Secondo loro il progetto va bene ma ci è stato detto che potrebbero essere necessarie delle variazioni per certi tipi di sport. La settimana scorsa abbiamo richiesto in maniera ufficiale un parere al Coni per avere un via libera definitivo al progetto. Siamo in attesa”.

The following two tabs change content below.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *