Il futuro dell’ex ospedale Marino di Cagliari si decide a febbraio. Il Tar mette alle strette la Regione, che dovrà scegliere: sarà un centro riabilitativo?

di Andrea Deidda | andrea.deidda87@tiscali.it

Febbraio 2016 potrebbe essere un mese cruciale per il futuro dell’ex ospedale Marino, al Poetto. A dare uno scossone, dopo mesi di immobilismo, è il Tribunale amministrativo regionale: con una sentenza ha intimato alla Regione di portare a termine il procedimento amministrativo che avrebbe dovuto permettere alla società ‘Prosperius in Sardegna Srl’, che ha vinto il bando di gara e sul rudere dell’ex ospedale vorrebbe realizzare un centro di riabilitazione, l’avvio dei lavori. La decisione del Tar è arrivata dopo un ricorso della stessa Prosperius: in sostanza ora la Regione dovrà decidere se firmare oppure no il contratto con la società privata.

La sentenza del Tar non è soltanto un ultimatum, ma un documento che mette in luce quelle che sembrerebbero carenze nel procedimento amministrativo. Pare infatti che l’assessorato alla Sanità prima della conferenza di servizi del 18 febbraio 2015 non fosse stato mai coinvolto:

Il procedimento […], in relazione al recupero di un bene con realizzazione di una struttura sanitaria, si è sviluppato senza il coinvolgimento (in sede di Conferenze di servizi) dell’Assessorato alla Sanità (convocato, per la prima volta, solo nell’ultima Conferenza del 18.2.2015).

Si tratta di un elemento non trascurabile perchè uno degli ostacoli che la Prosperius deve superare è quello del mancato accreditamento nel sistema sanitario regionale. Significa che, essendo una struttura con posti letto (tra gli 80 e i 125), deve essere inserita nel quadro della Sanità regionale.

I giudici sul punto bacchettano la Regione:

Non è pensabile che venga svolta una complessa attività procedimentale, da parte della Regione, per la creazione di una struttura sanitaria (di riabilitazione) senza considerare, quanto meno in sede di approvazione, se questa sia o meno “compatibile” con la programmazione regionale.

Ora delle due l’una: che succede se la Regione non dà il via libera alla realizzazione di un centro riabilitativo? È probabile, come già annunciato nel ricorso (il 771 del 2015), che la Prosperius chieda un indennizzo “sia per le spese che per il mancato utile per tutta la durata della concessione” fissata in 50 anni.

L’ALBERGO. Si riaprirebbe così la discussione su cosa fare dell’ex Marino: da mesi non si fa che parlare di hotel. Giovanni Dore, consigliere comunale di Sardegna Pulita, davanti al mare vedrebbe bene due alberghi comprendendo anche l’ospedale Marino nuovo che la nuova riforma sanitaria vorrebbe dismettere.  L’idea, scrive Dore, è quella di “realizzare quel grande sistema alberghiero sul mare che a Cagliari manca ‘come il pane’. E sono sicuro che l’importo dei canoni da riscuotere sarebbero ben superiori a quello del risarcimento che si dovrà sostenere”. Secondo Pierpaolo Vargiu, candidato dei Riformatori con il polo civico Cambia alle prossime comunali, una casa di cura privata sulla spiaggia “è un vero sfregio a Cagliari”. Vargiu è deciso: “Si proceda a definire il contenzioso con la Prosperius, consapevoli che, senza le convenzioni, è assai probabile che nessuno sia così matto da realizzare la casa di cura”.  E infine: “Una città sul mare che vuole vivere di turismo, cosa altro può fare se non un bellissimo albergo, in una cubatura irripetibile, in un rudere dentro la spiaggia, che non può essere demolito in quanto opera di un insigne architetto cagliaritano?”.

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3 thoughts on “Ex Marino, albergo o polo sanitario? Il Tar mette all’angolo la Regione

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