Mezzo secolo fa un impianto “tra i più efficienti al mondo”, oggi esempio di archeologia industriale abbandonata: sul Padiglione Nervi Cagliari non sa decidere.

di Andrea Deidda | andrea.deidda87@tiscali.it

C’era un tempo la Città del Sale. Allo sbocco del canale di Terramaini, negli anni ’50 i minuti erano scanditi da rumori di gru, nastri trasportatori e dagli operai che dalle Saline ogni giorno facevano arrivare tremila tonnellate di sale. Oggi no, del Padiglione Nervi rimane uno scheletro rattoppato e vuoto, rimane silenzio rotto dalle macchine che sfrecciano sull’Asse Mediano e dal ronzio di biciclette che percorrono la nuova pista.

Regna l’abbandono. Una volta superato il molo di Sant’Elmo basta uno sguardo: la recinzione sovrastata dal filo spinato è arrugginita e aperta in più punti, alcuni tratti non sono neanche recintati. I cartelli di divieto d’accesso e di “zona videosorvegliata” si sprecano. A presidiare il Nervi però non c’è nessuno e non è raro vedere, dall’esterno, qualche personaggio non troppo raccomandabile.

  • Padiglione Nervi a Cagliari
    Ingresso del Padiglione Nervi

LA STORIA. Costruito nei primi anni ’50 da un progetto attribuito, nonostante i dubbi, all’ingegnere Pierluigi Nervi nasce come magazzino per lo stoccaggio del sale. Le saline di Molentargius sono in piena attività: dopo essere stato trattato, il minerale viene caricato sulle navi e prende la via del mare per essere esportato in tutta Italia. È il 1956 e Cagliari, come testimonia l’Archivio Luce, ha una tecnologia da fare invidia alle più grandi città: “La portata dell’impianto, tra i più efficienti del mondo nel suo genere, ha una potenzialità che raggiunge le 400 tonnellate orarie”.

Un gigante di metallo e cemento, di proprietà dell’Autorità Portuale, al centro di un’area di 2 ettari: alto 16 metri, lungo 50 e largo 28 ha una superficie coperta di 1730 metri quadri per un volume di 20mila 155 metri cubi.  In città è simile a un altro edificio, il magazzino dei prodotti chimici dell’ex Montecatini, sulle sponde della laguna di Santa Gilla: questo ora ospita un centro commerciale. Gemelli dal destino diverso perché per il Padiglione Nervi, in disuso dal 1985 dopo la dismissione dell’attività estrattiva, nessuno ha scritto un futuro.

Il magazzino dell'ex Montecatini a Santa Gilla, ora trasformato in un centro commerciale

Il magazzino ex Montecatini a Santa Gilla (1955).


Eppure soldi ne sono stati spesi. Nel 2009, dopo un abbandono durato decenni, l’Autorità Portuale grazie a un accordo di programma con Comune di Cagliari e Regione prevede un finanziamento di due milioni di euro per la ristrutturazione dello stabile, pericolante e decadente. Ci si limita a mettere una pezza, senza decidere cosa diventerà. Nel 2011 partono i lavori per la messa in sicurezza, mentre l’utilizzo viene rimandato a “una conferenza permanente che valuterà le proposte che poi dovranno dare le indicazioni per un concorso di idee”.

Nel frattempo, è il 2012, saltano fuori proposte per riqualificare lo spazio: l’Authority, è la posizione dell’allora presidente Piergiorgio Massidda, vorrebbe farne un acquario o un polo per la nautica, mentre nei piani del sindaco Massimo Zedda quell’area sarebbe l’ideale per spettacoli invernali da 3mila posti, primo tassello per spostare la rumorosa movida dal centro storico alla zona del porto. Lo stesso anno il Comune partecipa al Piano Città del Governo inserendo nella candidatura proprio il recupero del Nervi, definito “straordinaria risorsa di archeologia industriale meritevole di tutela e conservazione”. Nei documenti si legge che “le scelte progettuali sono state operate al fine di ottenere una destinazione multifunzionale per attività culturali, mostre, fiere”. Sulla carta da Roma arriverebbero 11 milioni di euro, che comprendono anche la riqualificazione dei canali navigabili.

Passano altri due anni, è il 2014 ma a fioccare non sono altro che parole. A complicare le cose c’è il commissariamento dell’Autorità Portuale. Estate 2015, torna alla ribalta l’ipotesi di un acquario: a rilanciarla è la Confcommercio Sud Sardegna, il presidente Alberto Bertolotti incontra il gruppo Costa Edutainment che gestisce già gli acquari di Genova, Livorno e Cala Gonone. Il costo dell’operazione sarebbe di 10 milioni di euro, centinaia i posti di lavoro stimati, entro tre mesi annunciato uno studio di pre-fattibilità. Ma la giunta Zedda ha altre idee e le ribadisce ufficialmente a luglio: “Vedremmo bene il padiglione Nervi come uno spazio polivalente, porta sul mare del Parco di Molentargius e del parco che realizzeremo attorno”. Salvo dichiararsi “possibilista” dopo un sopralluogo a settembre.

Arriva il 2016 e l’Autorità portuale, forte di un “contratto di valorizzazione urbana” firmato con Ministero delle Infrastrutture e Comune, mette sul piatto altri soldi: 3 milioni e 370 mila euro. Per cosa? Rinforzare i solai, portare a termine alcuni lavori non eseguiti in precedenza, realizzare opere a verde, percorsi pedonali, mettere in sicurezza la banchina. Ordinaria amministrazione, ma il futuro del Nervi non ha ancora un nome.


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