La vicenda dell’Ospedale Marino, l’ex struttura sanitaria abbandonata da oltre trent’anni sulla spiaggia simbolo di Cagliari. Ora è un rudere. L’accusa: “I posti letto finiti al Mater Olbia”

di Daniela Casula | danielacasul@gmail.com

La storia dell’attuale ex ospedale Marino di Cagliari sulla spiaggia del Poetto inizia nel 1937 quando l’architetto Ubaldo Badas ne progetta la struttura. L’opera sarebbe dovuta diventare una colonia estiva, la Colonia Dux, ma a causa della guerra non viene completata. Nel 1947 si trasforma in ospedale e qualche tempo più tardi le viene affiancato un altro edificio minore dedicato ad ospitare il pronto soccorso. Nel 1982 l’ospedale viene trasferito nel vicino ex hotel Golfo degli Angeli e la struttura è in completo stato di abbandono dal 1988. I pareri rispetto alla sua riqualificazione e alla nuova destinazione d’uso sono discordanti, le autorizzazioni passano dalla regione Sardegna al Comune di Cagliari ed i privati si dileguano a causa dei troppi vincoli che pesano sulla struttura.

La storia della riqualificazione dell’edificio che ospitava l’ospedale inizia nel 2006 con un bando di gara promosso dalla Regione Sardegna per l’affidamento in concessione per un periodo di cinquant’anni. Il bando mirava a valorizzare l’immobile a fini turistici non residenziali. Gli ostacoli si presentano da subito, in ordine ad autorizzazioni e proprietà: l’ex Ospedale Marino è in quel momento classificato dal Puc (Piano urbanistico) del Comune di Cagliari come zona per attrezzature pubbliche–private (anche ad uso socio-sanitario), andrebbe quindi chiesta una variante urbanistica per uso a fini turistici; l’ex Pronto Soccorso invece, che non rientra nel vincolo storico, è di proprietà del demanio e andrebbe demolito, ma quest’ultimo è disposto a cederlo solo in cambio di altri spazi.

  • Ex Ospedale Marino, Cagliari
    Ex Ospedale Marino, Cagliari

Al bando di gara per l’affidamento della struttura partecipano la società fiorentina Prosperius e un’associazione di imprese cagliaritane con a capo la Sa&Go di Sergio Porcedda.

La Prosperius propone una riqualificazione con destinazione a fini socio-sanitari e di cura per gli anziani, la concorrente vorrebbe realizzare un centro polifunzionale dedicato al turismo del benessere e terapeutico. A maggio 2007 viene comunicato il nome della prescelta come affidataria provvisoria: la Sa&Go. 

Nel settembre 2007, con un decreto del ministero per i Beni e le attività culturali, l’edificio viene posto sotto tutela come bene di interesse storico. La struttura non può essere stravolta, solai e pilastri devono rimanere nella posizione originale. La società dichiara che la tutela complica l’iter progettuale ed inizia a tirarsi indietro. L’ex ospedale Marino è di nuovo in bilico tra pubblico e privato.

La conferenza di servizi analizza il progetto della Sa&Go e richiede una serie di adeguamenti tecnici. Il progetto non verrebbe stravolto ma la società ritiene che le modifiche richieste non siano attuabili.

Il bando di gara viene dichiarato concluso infruttuosamente il 21 gennaio 2009. La Prosperius, dopo un ricorso al Tar rigettato nel marzo del 2009, è definitivamente fuori dalla gara ma non demorde e fa ricorso al Consiglio di Stato. I giudici questa volta accolgono l’istanza valutando il progetto conforme alle richieste del bando, la società fiorentina è la nuova aggiudicataria provvisoria.

Nel 2010 la conferenza dei servizi impone al Comune di Cagliari la modifica del Piano urbanistico comunale per una nuova destinazione d’uso dell’area dell’ex ospedale Marino. Nel 2011 il Comune approva la variante urbanistica al Puc e la sottozona istituita permette solo interventi per il recupero dell’edificio storico esistente, con destinazione socio-sanitaria. Anche le aree circostanti dovranno essere sfruttate come parcheggi pubblici ed in tutta la sottozona saranno consentiti solo spazi pubblici di connessione con il Parco Naturale Regionale Molentargius Saline, percorsi ciclabili o pedonali. L’ex pronto soccorso andrà demolito.

Il lungo cammino della ristrutturazione dell’ex ospedale Marino sembra giunto al termine e gli ostacoli superati, il 2 aprile 2014 alla Prosperius viene dato il via libera all’inizio dei lavori per la riqualificazione dello stabile in un centro di riabilitazione. Ma a inizio 2015 nulla si è sbloccato e l’assessorato alla Sanità, nel corso di una nuova nuova conferenza di servizi, ha sollevato delle perplessità rispetto alla mancata applicazione delle norme relative alla programmazione sanitaria regionale, come l’accreditamento della struttura, la Regione Sardegna ha richiesto alla società precisazioni in merito che però non sono ancora arrivate. Successivamente però non è stata assunta alcuna decisione in ordine alla sorte che avrebbe dovuto avere l’aggiudicazione (mantenimento o revoca), con conseguente possibilità o meno di giungere alla stipula del contratto.

Intanto non mancano le polemiche, il consigliere comunale Paolo Casu in un’intervista esclusiva di Cagliari Incompiuta getta ombre sui presunti responsabili della situazione: “si è improvvisamente scoperto che magari era più importante fare un ospedale nella zona di Olbia (il Mater Olbia, ndr) e saltare in due mesi la burocrazia che invece ha accompagnato lo sviluppo di Cagliari per 20 anni.”  Come andrà a finire?

Aggiornamenti
 febbraio 2016 Ex Marino, albergo o polo sanitario?
marzo 2016 Ultimatum con sorpresa
agosto
 2016 L’ex ospedale Marino torna alla Prosperius, ecco perché

►Giugno 2017 Ex ospedale Marino, tutto da rifare: al Consiglio di Stato vince la Regione – Ecco la sentenza


The following two tabs change content below.

3 thoughts on “Lo scandalo dell’ex Ospedale Marino, dieci anni di burocrazia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *