La storia del Terminal Crociere al Molo Ichnusa, milioni di soldi pubblici buttati per accorgersi che in mare il fondale è troppo basso: le navi non possono attraccare.

di Lucrezia Degortes | lukredego@hotmail.it

Tremila metri quadrati di negozi, ristoranti, bar e info point: così doveva essere l’enorme vela del Molo Ichnusa di Cagliari, un terminal crociere costato 5 milioni di euro per accogliere migliaia di turisti che ogni anno visitano la città. Un progetto ambizioso, annunciato nel 2005 ma mai davvero portato a termine. Dopo l’inaugurazione avvenuta nel 2008 infatti, non è rimasta che un’opera di design fine a se stessa in cui nessun gigante del mare ha mai potuto far sbarcare i suoi passeggeri.

Dietro l’inutilizzo del terminal si intrecciano più storie, ma è una in particolare a lasciare con l’amaro in bocca: per poter attraccare, le navi da crociera hanno bisogno di un fondale di almeno 10 metri, mentre il Molo Ichnusa ne può offrire solo 7, massimo 8. Un errore imperdonabile al quale si cerca di rimediare nel 2010, proponendo un nuovo lavoro da 2 milioni di euro per scavare il fondale. Ma dopo l’approvazione del Ministero dell’Ambiente il progetto viene bloccato nel 2011 dalla Regione per motivi di impatto ambientale.

Nel frattempo partono i ricorsi al Tar sulla gestione del terminal, che passa prima tra le mani della società dell’imprenditore Pier Paolo Pani ed infine, con un nuovo bando del 2014, all’Ichnusa Marinas. Nuova società, nuovo piano: dirottare le navi da crociera al molo Rinascita e utilizzare il terminal per maxi yacht di massimo 250 metri. Una nuova speranza, quest’ultima, andata in fumo alla fine dello stesso anno quando viene aperta un’inchiesta, con l’accusa di finanziamenti occulti e gara truccata, che porta alla successiva sospensione del procedimento.

  • Cagliari Incompiuta
    Cagliari Incompiuta

Così, oggi, il Molo Ichnusa viene lasciato in uno stato di quasi totale abbandono, eccezion fatta per le sue aree scoperte, destinate alla funzione turistica e cittadina, svolgimento di manifestazioni culturali e solidali per beneficenza, come si legge in un’ordinanza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Il destino del “grande veliero”, dunque, pare essere solo quello di comparire nello skyline delle cartoline della città, dato che nel programma triennale 2016-2018 presentato dall’Autorità portuale di Cagliari non sono previsti fondi da investire nel terminal.

Aggiornamento
 marzo 2016 Crociere, oltre le incompiute il porto si consola: un “piccolo” terminal al Rinascita


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Lucrezia Degortes

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One thought on “Terminal Crociere, mai un passeggero: mare troppo basso per le navi

  1. Intendete pubblicare i nomi dei signori che hanno progettato la struttura, di quelli che l’hanno approvata e delle parti politiche che amministravano la città in quegli anni?
    Grazie

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