Negli anni ’80 l’idea di una clinica privata, oggi un colle storico violentato da cinquantamila metri cubi di cemento.

di Andrea Deidda | andrea.deidda87@tiscali.it  

Una clinica privata accanto al più importante ospedale della Sardegna, il Brotzu. Quel che resta delle intenzioni è un enorme scatolone di mattoni e cemento. Migliaia di metri cubi di calcestruzzo grigio hanno divorato alberi e verde alle falde di uno dei polmoni di Cagliari: il colle di San Michele.

Lo scheletro ai piedi del colle risulta essere della Pregamma Srl. La società, che opera in ambito sanitario, sarebbe subentrata nella proprietà dell’immobile a un membro della famiglia Floris, la stessa dell’ex sindaco di Cagliari, Emilio Floris. Lo dicono i dati di Camera di Commercio e Agenzia del Territorio riportati dal quotidiano Metro in un articolo del 5 settembre 2011.

LA VICENDA. Tutto inizia nel marzo del 1988 quando la società decide di realizzare una struttura ospedaliera. Negli uffici del comune arriva una richiesta di concessione per costruire, su un uliveto di circa tre ettari, volumi per 53mila metri cubi. Dalla carta il progetto si avvia a diventare realtà, ma non senza intoppi: il Consiglio comunale non si esprime subito, di contro parte un ricorso al Tar che impone alla politica cittadina di dare una risposta: il 28 gennaio 1991 il progetto viene approvato.

  • Ecomostro colle San Michele - foto Marco Valerio Loi

Partono i lavori, dalle fondamenta si innalzano scantinato e sei piani, ma vengono misteriosamente bloccati. A Palazzo Bacaredda, municipio di Cagliari, si vociferano problemi di altezze e mancanza di autorizzazioni. Siamo nel campo delle ipotesi, di vero invece rimane un’enorme struttura vuota e abbandonata ormai da 24 anni. Da allora il mostro di cemento è regno di writer, tossici e sbandati. Nel 2010 un consigliere comunale del Partito Democratico, Andrea Scano, pone il problema con un’interrogazione all’allora sindaco Floris. “È un esempio (forse il più eclatante) del degrado urbanistico della città” dice Scano, chiedendo lumi sulla proprietà dell’immobile e sulla valorizzazione di un bene ambientale, il colle di San Michele, ora tutelato dal Piano paesaggistico regionale. Le sue domande rimangono lettera morta. 

All’orizzonte non si scorge nessun cambiamento: la giunta comunale di centrosinistra guidata dal sindaco Massimo Zedda non è stata sollecitata e non ha mai affrontato la questione. Consentire di ultimare la costruzione? Abbatterla e ripristinare i luoghi come erano? Trasformarla? Il dibattito non c’è, semplicemente non se ne parla. Neanche in consiglio comunale dove dal 2011 ad oggi tutti hanno taciuto eccezion fatta per dare un parere su alcune costruzioni a un tiro di schioppo dall’ecomostro. In via Jenner alcune società, c’è anche la Pregamma Srl, chiedono di costruire su tre terreni di circa 27 mila metri quadrati edifici dell’altezza massima di 12 metri, con tre piani più uno interrato, da destinare ad attività commerciali e uffici. 

  • Ortofoto 1977 colle San Michele (Sardegna Geo Portale)


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