LA CITTÀ FERITA

Dal centro alla periferia opere abbandonate, iniziate e mai finite: benvenuti a ‘Cagliari Incompiuta’

di Andrea Deidda | andrea.deidda87@tiscali.it

Scheletri di cemento su beni naturali tutelati, costruzioni sul mare, palazzi fatiscenti, edifici abbandonati. È il retro della Cagliari da cartolina, quella immortalata nelle foto alla Sella del Diavolo, del Bastione e delle Torri pisane. La città di tutti i giorni, oltre le facciate, mostra ai cagliaritani anche l’altro lato della medaglia: soldi sprecati in opere inutili, colli millenari sventrati in nome di interessi privati, ettari di verde sacrificati per lasciare spazio a colate di calcestruzzo. È l’epilogo di una storia iniziata nel secondo dopoguerra e che ha avuto il suo culmine tra il 1980 e 2000, complici scelte politiche dissennate e spesso volte a soddisfare pochi a discapito della comunità: Cagliari incompiuta.

Il primo a parlare di incompiute fu l’attuale sindaco Massimo Zedda. 23 Maggio 2011, la campagna elettorale che lo incoronerà primo cittadino dopo oltre vent’anni di destra è alle battute finale: incombe il ballottaggio quando il giovane candidato di Sel organizza il Cagliari Horror Tour, una visita ai ponteggi che da decenni nascondono diversi palazzi del centro storico: “Cancelleremo queste brutture” promette. Da allora ci sono stati cambiamenti ma tanto rimane da fare. Tuvixeddu, la più grande necropoli punica del Mediterraneo visitabile in parte, il Poetto malgrado la riqualificazione del lungomare da parte del Comune si trova davanti un ippodromo dove non corrono più i cavalli e il parco di Molentargius, di livello internazionale, minacciato dal quartiere di Medau su Cramu. Sulla costa il Padiglione Nervi, in passato magazzino per la raccolta del sale, ora non ha una funzione

LA MAPPA. La città del “sarebbe dovuto essere” si mostra dalla costa alla periferia. Ecco i casi più eclatanti: l’ex Ospedale Marino di competenza della Regione, alla sesta fermata del Poetto, è la ferita più viva di una spiaggia sfregiata da un ripascimento che ha trasformato finissima sabbia bianca in anonima graniglia grigia. Costruito nel 1937 per ospitare colonie estive ma lasciato incompiuto, nel 1947 diventa struttura sanitaria che ospiterà i malati fino al 1982: da allora è abbandonato.

Volgendo lo sguardo oltre Marina Piccola ecco, al Molo Ichnusa, il Terminal Crociere La proprietà è dell’Autorità Portuale: 5 milioni di euro per tremila metri quadrati che avrebbero dovuto accogliere giramondo appena sbarcati dai giganti del mare. Peccato che questo spazio di crocieristi non ne abbia mai visto uno. Il motivo? Chi l’ha progettato non ha fatto i conti con il fondale marino, troppo basso, che farebbe incagliare le navi.

Monte Urpinu, uno dei punti più panoramici della città: da una parte le ex servitù militari in disuso, dall’altra uno spazio che ospitava una cava: oggi rimangono le costruzioni a metà di un ristorante e altre strutture.

Uscendo dal centro verso la periferia nel quartiere popolare di San Michele invece di soldi ne sono stati sprecati meno ma sempre di scandalo si può parlare: è il caso di quel grande scatolone grigio che si erge tra via Campeda e via Abruzzi. Nei sogni dei progettisti sarebbe dovuta essere una piscina. Nei sogni, appunto, perché la realtà è fatta di porte sbarrate e sterpaglie.

Al rione è stata regalata un’altra incompiuta: lo scheletro di una grande clinica privata accanto al più più importante ospedale della Sardegna, il Brotzu. La colata di cemento, un buco di oltre 50mila metri cubi dentro un polmone di verde, dagli anni ‘80 fa bella mostra alle pendici di un colle tutelato dal Piano paesaggistico regionale e rovina la vista di chi ogni giorno arriva a Cagliari dalla statale Carlo Felice. Così come le dieci torri nel quartiere di Monreale, esempio di architettura contemporanea catapultata dal Canada alla Sardegna, senza successo: tre palazzi non sono mai stati portati a termine, dagli anni ‘90.

Sono tra le principali incompiute della città che si sommano a diversi luoghi abbandonati. Soltanto la denuncia puntuale in nome della trasparenza può essere da pungolo per scelte al servizio della città. Sarà l’obbiettivo di Cagliari Incompiuta, un osservatorio sulla città che stenta a decollare.

Settembre 2015

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4 thoughts on “LA CITTÀ FERITA

  1. La giunta Zedda c’è da 5 anni e molte opere sono state compiute. Vorrei sapere da quanti anni e da quante giunte quelle elencate nel blog sono delle incompiute? E quanti soldi e quanti anni ci sarebbero voluti per metter mano all’incuria e al malgoverno di tanti decenni ? Inoltre tutti sappiamo che i Comuni devono fare i conti col patto di stabilità…
    Cmnq é giusto fungere da pungolo per tutte le cose che sono da sistemare, perché magari nei prossimi anni si possano realizzare, però non si possono pretendere miracoli!

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